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Famiglia

Poesie per il papà: 77 dediche per lui

Il papà è una delle persone più importanti. Tante poesie per un padre, a partire da quelle per la prima festa del papà, alle poesie famose sul papà fino agli auguri per il papà in cielo.

Poesia per papà

La poesia dedicata al papà è uno dei regali più belli che un padre possa ricevere da un figlio. Non ci deve essere un motivo ben preciso per dover esprimere un pensiero al proprio papà, se quindi stai pensando “voglio scrivere una dedica a mio padre” qui ne potrai trovare moltissime.
Vedremo anche tante filastrocche sul papà, in particolare i pensieri per la festa del papà, molte poesie per il papà d’autore e anche poesie sul papà morto.

Poesia a mio padre

“Al mio papà”, è così che spesso iniziano le più belle poesie e lettere da inviare a una delle persone più importanti nella vita di un figlio. Qui si troveranno tante altre poesie su mio papà, diverse, personali, toccanti e bellissime.
Se pensi “ora scrivo una poesia a mio padre“, ma non hai idee scegli dalla nostra selezione quella da potergli dedicare.

È dentro di me
e vibra con tenerezza
come il fruscio di betulle e salici piangenti
la tua vita.
Vivo come un cespuglio di rododendri in fiore
che strappa al cielo perle di sole
è scritto qui, nelle vene,
il rumore dei tuoi passi
di montanaro mai stanco.
Stupendi come l’alba che gioca
con la rugiada sui petali dei fiordalisi,
sono qui, nella radura dell’anima
i giocattoli di legno
plasmati con le tue mani
per farmi bambino felice.
È qui, nel cuore
racchiusa in un abbraccio infinito e leggero
la tua figura di vecchio sofferente
con le mie poesie sulle ginocchia
e un rigo di pianto.
Padre hai accompagnato sottovoce i miei anni:
grande come l’immensità del mare.
Vorrei gridare al tempo di fermarsi
perchè non si spenga il dialogo
che nutre lo scorrere di questa mia vita
che continua la tua.

Povero babbo mio, quanto lavora
per i figliuoli suoi, mattina e sera!
Pure, spesso, qualcuno lo addolora…
Babbino mio, stringimi sul tuo petto.
Se tu sapessi il bene che ti voglio!
E sarò la tua gioia e il tuo orgoglio,
papà, tesoro mio, te lo prometto!

Una mano da prendere,
due braccia che ti stringono,
una voce che ti chiama, che racconta,
che ride, che rimprovera e che incoraggia.
Uno sguardo che ti segue,
un cuore che batte per te.

Tutti i papà hanno il loro fischio speciale,
il loro richiamo speciale.
Il loro modo di bussare.
Il loro modo di camminare.
Il loro marchio sulla nostra vita.
Crediamo di dimenticarcene, ma poi, nel
buio, sentiamo un trillare di note
e il nostro cuore si sente sollevato.
E abbiamo di nuovo cinque anni:
stiamo aspettando di udire
i passi di papà sulla ghiaia del vialetto.

Quante poesie,
quante canzoni belle
ò Mamme é tutt’ó munno
pé vuje se sò scritte…
…uhè, ma che rabbia,
qualcuno c’avesse scritto ‘na poesia pé Papà.
È raro.
Quelli che l’hanno fatto,
se ponno cuntà ‘ncopp’é dete.
Ma, dico io…
overo che la Mamma è una sola…
…ma pecchè,
ó Pate non è uno solo?
Isso, puveriello,
è chillo ca tira á carretta,
chillo ca pure spezzato,
addà faticà,
addà penzà á famiglia
e per parità sociale,
addà lavà é piatti.
Comm’è difficile á essere Papà.
Per fortuna ca vicino, c’è stà Mammà…
…quella che accudisce,
quella che cucina,
quella che fatica,
quella che mai dovrebbe ammalarsi;
perché, senza la Mamma,
come farebbe il povero Papà.

Caro papà,
se ti senti affaticato
perchè nel traffico
ti sei stancato…
Stop riprendi fiato!
Fermati un momentino
e stai a me vicino!

Caro papà, se sapevo che ero così importante,
sarei nato prima:
anche cento anni fa.
Quel bacio silenzioso
che mi dai la sera,
mi ha fatto sospettare
che mi ami sopra ogni cosa.
Forse, tu non lo sai,
ma anch’io,
come dite voi grandi:
“contraccambio il tuo amore”.
E la sera,
nascosto sotto le lenzuola,
aspetto il tuo bacio;
quel bacio che mi dà:
sicurezza,
felicità.
E solo allora posso cominciare a sognare:
cose brutte, terribili;
tanto so che riaprendo gli occhi al mattino
ritroverò sempre te:
papà

Ti ringrazio papà,
per avermi dato la vita,
per avere scelto me
anche se eri così giovane,
per avere rinunciato
ai tuoi sogni
per diventare padre.
Per avermi insegnato
ad andare in bici,
per avermi consolata
ogni volta che ero triste.
Per avermi rimproverata
quando sbagliavo,
per avermi insegnato
la differenza tra il bene e il male.
Ti ringrazio per avermi insegnato
cos’è il rispetto e la gratitudine,
l’amore e l’altruismo.

Da te, papà , ricevo tanto.
A te, papà , io voglio bene.
Dite, papà , io vado fiero.
A te, papà , io dico grazie.Grazie papà , per il bene che mi vuoi.
Grazie papà , per i doni che mi fai.
Con te, papà , non ho paura.
Con te, papà . mi sento forte.
Con te, papà , mi trovo bene.
A te, papà , io dico grazie.
Grazie papà , per la gioia che mi dai.
Grazie papà , per quello che tu sei.

Caro Papà,
io dico con sincerità
“ Tu sei per noi
il miglior Papà”
Ci sostieni ogni giorno
Come guida sicura
Sul nostro cammino
W col tuo sacrificio
Ci doni serenità

festa del papà immagini
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Filastrocche sulla festa del papà

Le filastrocche per la festa del papà sono delle tenere poesie che i bambini amano dedicare al loro papà in occasione di questa giornata così speciale! Una delle caratteristiche delle filastrocche per la festa del papà in rima è che anche i bambini più piccolini possono recitarla perché di facile comprensione e adatta al loro linguaggio.
Qui di seguito, tante poesie per il mio papà da utilizzare nella giornata del papà.

Nella mia casa-castello
sai chi è il Re più bello?
Sì, certo, è il mio papà!
Anche se per trono ha un sofà…
La corona non gli serve a niente,
per andare fra la gente.
Meglio la cuffia di lana
per difendersi dalla tramontana.
Il mantello… sì lo so!
Non si usa già da un po’…
Meglio un bel giubbotto nero
così è “trendy” per davvero!
Ma la cosa che lo rende un Re speciale
è che da tutti si fa amare.
Ha un cuore buono e adorabile
e per me è un Re formidabile!
Auguri Papà.
(Cristian Daga)

Caro Papà,
io dico con sincerità
“ Tu sei per noi
il miglior Papà”
Ci sostieni ogni giorno
Come guida sicura
Sul nostro cammino
W col tuo sacrificio
Ci doni serenità
Auguri!

Mi piace aspettarlo al tramonto
quando torna a casa dal lavoro
È stanco, si vede dal volto,
mi stringe e mi dice: “Tesoro!”.
Poi gioca con me sul tappeto,
mi bacia e sorride radioso
è questo il momento più lieto
in cui io lo abbraccio affettuoso.
Si merita tutto il mio amore
il babbo che tanto mi ama
ed io ce l’ho sempre nel cuore
son pronto ogni volta che chiama.
E oggi che è la sua Festa
È un giorno di gran felicità,
Così voglio urlare entusiasta:
Auguri al mio grande Papà!

Per la festa del Papà
ho pensato là per là
come fare un grande dono
al mio babbo tanto buono.
Ho pensato ad una torta
tonda o quadrata, poco importa!
Poi ad un cane o ad un castello
grande, grosso, molto bello…
Poi a un viaggio favoloso,
straordinario e avventuroso…
Ma son piccolo e perciò
tanti soldi non ne ho!
Bhe’, pazienza, sai che faccio?
Gli do solo un grande abbraccio!

Doman domani è festa:la festa del papà!
Si cuoce la minestra,
si cuoce il baccalà:
evviva il mio papà.

Oggi ho letto sul giornale
a caratteri cubitali:
“È la festa del papà!”
Tanti auguri in quantità!

Mio carissimo papà
voglio dirti una poesia
che nel cuore chiusa stia.
Cinque son le parole
della piccola poesia,
è davvero tutta mia.
Io ti voglio tanto bene.
La poesia è tutta qua,
ti può togliere le pene,
ti può dar felicità. Auguri per la festa del papà.

Mi piace aspettarlo al tramonto
quando torna a casa dal lavoro
È stanco, si vede dal volto,
mi stringe e mi dice: “Tesoro!”.
Poi gioca con me sul tappeto,
mi bacia e sorride radioso
è questo il momento più lieto
in cui io lo abbraccio affettuoso.
Si merita tutto il mio amore
il babbo che tanto mi ama
ed io ce l’ho sempre nel cuore
son pronto ogni volta che chiama.
E oggi che è la sua Festa
È un giorno di gran felicità,
Così voglio urlare entusiasta:
Auguri al mio grande Papà!

Per la festa del Papà
ho pensato là per là
come fare un grande dono
al mio babbo tanto buono.
Ho pensato ad una torta
tonda o quadrata, poco importa!
Poi ad un cane o ad un castello
grande, grosso, molto bello…
Poi a un viaggio favoloso,
straordinario e avventuroso…
Ma son piccolo e perciò
tanti soldi non ne ho!
Bhe’, pazienza, sai che faccio?
Gli do solo un grande abbraccio!

Tanti auguri babbo caro
di salute e d’ogni bene
or che sono uno scolaro
li so far come conviene.
Se sapessi, babbo mio,
in cucina che da fare
un gran moto, un tramestio
un andare e ritornare.
Già ti annuncio in confidenza
(tanto tu non lo dirai)
che un budin nella credenza
c’è, ma grande, grande assai.
Che tripudio, che contento!
Ah, se fosse ognor così
che giulivo movimento
caro babbo, che bel dì.

San Giuseppe vecchierello
cosa avete nel cestello?
– Erba fresca, fresche viole
nidi, uccelli e lieto sole!
Nel cantuccio più piccino
ho di neve un fiocchettino,
un piattino di frittelle
e poi tante cose belle!
Mentre arriva primareva
canto a tutti una preghiera,
la preghiera dell’amore
a Gesù nostro Signore. Auguri per la festa del papà.

È marzo ed ecco qua,
c’è la festa del papà!
Dimmi un po’: che regalare?
La cravatta da indossare?
Una penna luccicante
per il mio babbo importante?
Un portafoglio in pelle
o delle semplici cartelle?
Dei buonissimi cioccolatini
o… anche solo dei bacini?
Non è un manager papà
ma è assai grande ciò che fa!

È un giorno tanto bello
La festa del Papà,
la stampa, la tivù
fan pubblicità.
E io che son piccino
Ho tanta gioia nel cuore
E ogni mia parola è un petalo di fiore.
Papà, ti voglio bene,
restiamo sempre insieme,
gli auguri più sinceri
parlano di pace e felicità.
Accogli questi auguri
Conservali nel cuore,
ed io sarò per te
un profumato fiore.
Ti stringo forte al cuore,
ti abbraccio con affetto,
da oggi sarò più buono
te lo prometto.
Buona Festa Papà.
Al mio Papà un bacio,
un fiore al mio Papà
con tanto amore
che parla e dice che
il mio Papà sia felice.

Auguri papà, io ti voglio molto bene
tu per me sei come un servo un cameriere.
Io ti voglio un bene immenso ma gigante.
Io vorrei che non andassi mai al lavorare,
tu sei come il mio tutto fare.
Io ti voglio un bene immenso.

Per te papà
dentro la scatola
c’è un dono speciale.
ho versato nelle terrina
Una manciata di semola fina
ho aggiunto un cucchiaio d’acqua con tenerezza
un pizzico di sale con dolcezza
per fare un impasto di morbidezza
poi con le mie mani la pasta ho amalgamato
e con tutto il mio amore la forma le ho dato.
La sorpresa eccola qua:
i malloreddus in quantità. Auguri papà.

Anche se tu non lo sapevi
Io la tua festa aspettavo da mesi
Per farti il regalo per me più importante
la mia promessa di stare con te
Sia da piccino che da grande
Nei momenti belli e in quelli più duri
Per vincere assieme uniti e sicuri
Ricambiare così ciò che mi hai dato
In ogni giorno che mi hai amato.
Caro papà voglio dirti una cosa
Tu sei la persona più preziosa
Quando a lavoro te ne vai
Vorrei che non mi lasciassi mai!
Io vorrei stare sempre con te
Averti tutto, tutto per me.
Quando io e te ci mettiamo a giocare
Creiamo avventure planetarie
E quando tu mi tieni la mano
Io sono più forte di un marziano.
Festeggio con te questo giorno importante
E ti regalo il mio cuore gigante.
Caro Papà mentre sto ad ascoltarti
Ti dico che se non ci fossi…bisognerebbe inventarti.
(C.Rampino)

Per la tua festa, vorrei farti un regalo…
Una bellissima fuoriserie
per rendere liete le nostre ferie,
o un veloce aereoplano
per volare tutt’insieme lontano!
Se questi restano un desiderio,
volerti bene è il mio regalo sincero.
Spero da grande di poter riuscire
ma fin d’ora voglio farti gioire.

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Poesie per il papà in rima

Le poesie per il papà in rima non sono altro che filastrocche del papà. Le frasi dolci per il papà, i bambini ancora piccoli riescono a ricordarsele e a esporle soprattutto se sono allegre, vivaci e in rima. Per questo motivo, in questa sezione si troveranno tante poesie per il papà per i bambini, da poter regalare in qualsiasi giorno dell’anno per esprimere il proprio amore e affetto.

Io vado a spasso per la città,
senza una mèta vago qua e là.
In piazza Navona mi fermo a guardare
quelli che stanno il gelato a leccare.
In piazza Esedra reato incerto:
sentire gratis il concerto,
o sedermi, alla romana,
sull’orlo fresco della fontana?
Ma è zeppo, l’orlo di cemento:
ci siedono già persone duecento.
Si godono il fresco le famiglie,
la mamma, la suocere con le figlie.
E il babbo dov’è, per far pari?
È a casa a fare gli straordinari.
Ogni domenica per la via,
si fa il passeggio dell’economia.
(Gianni Rodari)

Papà, fermati un momento.
Voglio parlarti.
Sai che cosa in cuore sento?
Sento d’amarti.
Sai perché ti voglio bene?
Perché tu vuoi bene a me.
Le giornate tue son piene
e non pensi mai a te.
Quando ho la mano nella tua,
provo un senso di riposo,
nulla più mi fa paura,
mi sento forte e coraggioso.
Papà, fermati un momento.
Pensa a quello che t’ho detto.
Il tuo cuor godrà contento
al calore del mio affetto
Ti ringrazio papà
Ti ringrazio papà,
per avermi dato la vita,
per avere scelto me
anche se eri così giovane,
per avere rinunciato
ai tuoi sogni
per diventare padre.
Per avermi insegnato
ad andare in bici,
per avermi consolata
ogni volta che ero triste.
Per avermi rimproverata
quando sbagliavo,
per avermi insegnato
la differenza tra il bene e il male.
Ti ringrazio per avermi insegnato
cos’è il rispetto e la gratitudine,
l’amore e l’altruismo.

Arriva un Principe con un cavallo bianco
viene da lontano e sembra molto stanco.
Al posto della spada c’è l’ombrello
e c’è il cappotto al posto del mantello;
però a guardarci bene il cavallo non ce l’ha,
io gli corro incontro e gli dico: “Ciao papà!”
(M. Moschini)

Papà dammi la mano,
grande e forte mi sento con te,
tu mi guardi e mi dici piano:
«Sono felice se tu sei con me».
Se mi prendi sulle tue spalle
io mi sento un capo tribù.
Se mi tieni stretto al cuore
il mio amico più caro sei tu.
Per la strada la gente ci sorride
e ci guarda perché
pensa che tu sei il mio gigante
ma io sono il tuo re.

Caro uccellino che volando vai,
il babbo mio di certo tu vedrai
digli che è tanto buono il suo bambino,
e che spesso gli manda un bel bacino,
digli che gli vuol bene e che lo aspetta:
vola, uccellino, vola vola in fretta!
(A. Cuman Pertile)

Se sei arrabbiato
perché nel traffico ti sei stancato,
caro papà riprendi fiato:
il mondo è bello ma un po’ affollato.
Caro papà se sei un po’ teso
ed il lavoro ti sembra un peso,
tu pensa sempre: sei nel mio cuore,
ti voglio bene a tutte le ore.

Questa mattina ho chiesto al mio tenero cuore:
“Suggeriscimi tu qualche detto d’amore,
suggeriscimi tu qualche soave accento
per fare il mio babbo contento!”
E il mio cuore mi ha risposto:
“Digli questo soltanto:
Ti voglio bene…
ma tanto, tanto, tanto…”

C’è un uomo grande:
gli faccio domande.
C’è un uomo grosso:
gli salto addosso.
C’è un uomo attento:
gli soffio il vento.
C’è un uomo quieto:
gli dico il mio segreto.
C’è un uomo in casa mia
che mi fa compagnia.
Chi è? Chissà?
È il mio papà!

Per te papà il mio cuore batte forte e non so nemmeno il perché. Poi ti guardo e capisco papà è il mio amore per te.

Quando papà fa ritorno
dal lavoro d’ogni giorno,
la nidiata lesta lesta
gli va incontro, gli fa festa.
Egli ride, apre le braccia,
china la sudata faccia
su noi bimbi, ricci d’oro,
che siam tutto il suo tesoro.
O signore, benedici
chi fatica e ci procaccia,
col lavor delle sue braccia,
giorni e anni sì felici.

Sei il sole del mattino,
sei la luce del mio cuoricino.
Sei la mano che mi sostiene,
la parola che mi dona coraggio,
un eroe in movimento,
non ti fermi mai un momento.
Sei l’amico giudizioso
un consigliere generoso,
sei un abbraccio e una carezza
della mia vita sei la contentezza.
Dal mio cuore al tuo cuore,
questo mio messaggio d’amore.

Il mio babbo è grande e grosso
forte, alto, un bel colosso!
Buono, fiero, ed elegante
attraente e affascinante!
Divertente e generoso
dolcemente strepitoso!
Voglio urlare a chi non sa:
questo è proprio il mio papà!

Mi piace abbracciarlo e tenerlo ben stretto,
Dormire insieme nel suo grande letto.
Mi piace giocare con lui e parlare
poi ridere, scherzare e farmi coccolare.
Mi piace da morire giocar con lui a palla
ma anche star seduti, guardarci e fare nulla.
È bello stare insieme e farci compagnia.
perché il mio papà è il migliore che ci sia!

Drin drin trottolin
papà è tornato!
Drin drin trottolin
che ti ha portato?
Mi ha portato…
un pugnetto di bacetti
un sacchetto di morsetti
un cartoccio di giochetti
tante coccole e buffetti!

La mia mano è piccolina
dentro la tua, tutta ci sta.
Accompagna il mio cammino
col tuo amore genuino.
Nella tua mano, caro papà
sono felice come un pascià.

Spesso mi ritrovo a sognare
che, come te, vorrei diventare:
grande, bello, coraggioso,
intelligente e operoso.
– Dimmi babbo che posso fare
perchè presto si possa avverare?
– Sorridi, gioca e vivi la tua età
in armonia e con serenità.
Una sola cosa devi ricordare:
la vita è bella quando c’è l’amore!
Per crescere c’è tempo, bimbo mio.
Credimi, vorrei esser piccolo anch’io!

Non trovo le parole
Per dirtelo in poesia
Per dirtelo a parole
Qual è la mia allegria
Mi piace se mi baci
Mi dici mio tesoro
E poi quando mi abbracci
Mi stringi come un coro.
Mi piaci se giochiamo
Al mare o in montagna
E insieme passeggiamo
Mangiando una castagna.
Quando mi dai la mano
E la mia piccola si perde
Come un fiore nano
In mezzo a un prato verde.
E poi quando mi ascolti
Seduto sul sofà
Giorni ne vorrei molti
Con te, caro papà.

poesie sul papà

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Poesie papà d’autore

Non può certo mancare come poesia al mio papà, la sezione delle poesie famose sul papà.
Queste sono frasi per mio papà d’autore, scritte da poeti che hanno fatto la storia della letteratura italiana e straniera. Alcune di esse sono tratte da canzoni dedicate al papà. Ecco qui le più belle.

Padre, se anche tu non fossi il mio
padre, se anche fossi un uomo estraneo
per te stesso egualmente t’amerei.
Ché mi ricordo d’un mattin d’inverno
che la prima viola sull’opposto
muro scopristi dalla tua finestra
e ce ne desti la novella allegro.
Poi la scala di legno tolta in spalla
di casa uscisti e l’appoggiasti al muro.
Noi piccoli stavamo alla finestra.
E di quell’altra volta mi ricordo
che la sorella mia piccola ancora,
per la casa inseguivi minacciando
(la caparbia avea fatto non so che).
Ma raggiuntala che strillava forte
dalla paura ti mancava il cuore:
ché avevi visto te inseguir la tua
piccola figlia e, tutta spaventata
tu vacillante l’attiravi al petto,
e con carezze dentro le tue braccia
l’avviluppavi come per difenderla
da quel cattivo che era il tu di prima.
Padre, se anche tu non fossi il mio.
(Camillo Sbarbaro)

Il papà non è solo
l’amico delle capriole sul letto grande
Non è solamente l’albero al quale mi arrampico
come un piccolo orso
non è soltanto chi tende con me l’aquilone nel cielo.
Il papà è il sorriso discreto che fa finta di niente
è l’ombra buona della grande quercia
è la mano sicura che mi conduce nel prato
e oltre la siepe.
(L. Musacchio)

Da te, papà, ricevo tanto.
A te, papà, io voglio bene.
Di te, papà, io vado fiero.
A te, papà, io dico grazie.
Grazie papà, per il bene che mi vuoi.
Grazie papà, per i doni che mi fai.
Con te, papà, non ho paura.
Con te, papà, mi sento forte.
Con te, papà, mi trovo bene.
A te, papà, io dico grazie.
Grazie papà, per la gioia che mi dai.
Grazie papà, per quello che tu sei.
(B. Bartolini)

Dove sull’acque viola
era Messina, tra fili spezzati
e macerie tu vai lungo binari
e scambi col tuo berretto di gallo
isolano. Il terremoto ribolle
da due giorni, è dicembre d’uragani
e mare avvelenato. Le nostre notti cadono
nei carri merci e noi bestiame infantile
contiamo sogni polverosi con i morti
sfondati dai ferri, mordendo mandorle
e mele dissecate a ghirlanda. La scienza
del dolore mise verità e lame
nei giochi dei bassopiani di malaria
gialla e terzana gonfia di fango.
La tua pazienza
triste, delicata, ci rubò la paura,
fu lezione di giorni uniti alla morte
tradita, al vilipendio dei ladroni
presi fra i rottami e giustiziati al buio
dalla fucileria degli sbarchi, un conto
di numeri bassi che tornava esatto
concentrico, un bilancio di vita futura.
Il tuo berretto di sole andava su e giù
nel poco spazio che sempre ti hanno dato.
Anche a me misurarono ogni cosa,
e ho portato il tuo nome
un po’ più in là dell’odio e dell’invidia.
Quel rosso del tuo capo era una mitria,
una corona con le ali d’aquila.
E ora nell’aquila dei tuoi novant’anni
ho voluto parlare con te, coi tuoi segnali
di partenza colorati dalla lanterna
notturna, e qui da una ruota
imperfetta del mondo,
su una piena di muri serrati,
lontano dai gelsomini d’Arabia
dove ancora tu sei, per dirti
ciò che non potevo un tempo – difficile affinità
di pensieri – per dirti, e non ci ascoltano solo
cicale del biviere, agavi lentischi,
come il campiere dice al suo padrone:
“Baciamu li mani”. Questo, non altro.
Oscuramente forte è la vita.
(Salvatore Quasimodo)

E si parlava, un tempo,
con tutti delle stesse cose,
l’annata, il vino,
la gelata,
mio padre
ai buoi
pure lui parlava
di quel rovo
cresciuto attorno al melo
e che tagliava
perché non danneggiasse
il seminato.
Nella nebbia spessa di novembre
parlava mio padre,
solo:
piantava nella terra
anche i pensieri
e la semente
che non germogliava…
Colpa del rovo,
lui diceva.
Alcuni anni
e tutto ciò che resta
non è più il melo
e niente seminato
solo quel rovo,
ormai ha invaso il campo,
scioglie piccoli cristalli
dentro il cuore.
(A.Tursi)

Ciao papà, ti vedo stanco
sarà la sera che ti cade addosso,
oppure gli anni che si fan sentire.
È strano come le montagne,
si inchinino al passaggio della vita,
lasciando cadere a valle,
le sue rocce sgretolatosi nel tempo.
Li hai passati tutti i tuoi momenti,
restando sempre attento ai tuoi presenti,
e restare con lo sguardo al tuo passato
di cui a noi figli molto hai dedicato.
Mi hai fatto grande ma non solo fuori,
io di te ho molto dentro.
Quel che è stata la tua vita
per contarla non bastan le dita
di tutta quella gente che ti ha visto crescere
e lottare contro la tua sorte.
Starei una vita a raccontarmi di te,
che oggi mi guardi con lo sguardo di un bambino
e con il coraggio di darebbe la sua vita,
per farti vivere, la tua, un po’ di più.
grazie papà.
(G. D. Vincentis)

Sempre che un giardino m’accolga
io ti riveggo, Padre, fra aiuole,
lievi le mani su corolle e foglie,
vivo riveggo carezzare tralci,
allevi rose e labili campanule,
silenzioso ti smemorano i giacinti,
stai fra colori e caldi aromi, Padre,
solitario trovando, ivi soltanto,
pago e perfetto senso all’esser tuo.
(S. Aleramo)

Mio padre è stato per me “l’assassino”,
fino ai vent’anni che l’ho conosciuto.
Allora ho visto ch’egli era un bambino,
e che il dono ch’io ho da lui l’ho avuto.
Aveva in volto il mio sguardo azzurrino,
un sorriso, in miseria, dolce e astuto.
Andò sempre pel mondo pellegrino;
più d’una donna l’ha amato e pasciuto.
Egli era gaio e leggero; mia madre
tutti sentiva della vita i pesi.
Di mano ei gli sfuggì come un pallone.
“Non somigliare – ammoniva – a tuo padre”.
Ed io più tardi in me stesso lo intesi:
Eran due razze in antica tenzone.
(Umberto Saba-Poesie per il padre)

Tutti abbiamo nel cuore
Una mamma e un papà
Ogni giorno il loro amore
Ci guida sempre più in là.
Judy non ha nessuno
Che guidarla potrà
Ma ecco l’ombra di qualcuno
Che tutto ciò cambierà.
Cambierà.
Pa-pà (Pa-pà)
gambalunga (gambalunga)
Tu per Judy sei davvero importante
Pa-pà (Pa-pà)
gambalunga (gambalunga)
Lei ti pensa e ti ripensa ogni istante
Non sa proprio chi sei
Aiutarla vorrei
Ma tu sei soltanto un’ombra
Papà
oh Papà
Judy scrive e riscrive
al suo nuovo papà;
la sua vita gli descrive
con grande vivacità.
Spera che finalmente
incontrarlo potrà
per sussurragli dolcemente:
“Ti voglio bene papà”.
Oh papà!
Pa-pà (Pa-pà)
gambalunga (gambalunga)
Tu per Judy sei davvero importante
Pa-pà (Pa-pà)
gambalunga (gambalunga)
Lei ti pensa e ti ripensa ogni istante
Non sa proprio chi sei
Aiutarla vorrei
Ma tu sei soltanto un’ombra
Papà
Oh Papà
Pa-pà (Pa-pà)
gambalunga (gambalunga)
Tu per Judy sei davvero importante
Pa-pà (Pa-pà)
gambalunga (gambalunga)
Lei ti pensa e ti ripensa ogni istante
Pa-pà (Pa-pà)
gambalunga (gambalunga)
Judy non sa chi sei
aiutarla vorrei
ma tu sei soltanto un’ombra papà!
Papà
Papà,
Chissà se un giorno Judy ti abbraccerà…
(Papà Gambalunga-Cristina D’avena)

Di bestie come te
Ce ne sono in giro e non è facile
Scoprirle e sai perché
Sono fabbricanti di maschere
Ti sputano nel mondo
Solo per avere un pasto facile
Io sono ancora qui
Ho la pelle dura pure più di te
Non è mai semplice
Accettare di riconoscerti
Tra le mie rughe che
Assomigliano sempre di più alle tue
E questo sangue che
Sa un po’ di mostro e anche un po’ di me
Mi fa pensare che vorrei dirti grazie
Perché non ci sei
Poche rughe
Di espressione
Più nient’altro di te
Sopravvive in me
Un cognome da portare
Solo questo sarai
E mai più mi vedrai
Di mostri come te
N’è pieno il mondo e non è facile
Scoprirli e sai perché
Hanno mani bianche e voce docile
Ma se li guardi bene
Dentro i loro occhi non vedi niente
Il cuore affittano ad una notte nera
Priva di ogni luce
Poche rughe
Di espressione
Più nient’altro di te
Sopravvive in me
Un cognome da portare
Solo questo sarai
Ne mai più mi vedrai
Ogni male è un bene quando serve
Ho imparato anche a incassare bene
Sono stato fuori tutto il tempo
Fuori da me stesso e dentro il mondo
Non c’è più paura
E non c’è niente
Quello che era gigante oggi non si vede
Sulla schiena trovi cicatrici e lì che ci attacchi le ali
Poche linee sulla pelle
Più nient’altro di te
Sopravvive in me
Un cognome da portare
Solo questo sarai
Ne mai più mi vedrai
Ogni male è un bene quando serve
Ho imparato anche a incassare bene
Sono stato fuori tutto il tempo
Fuori da me stesso e dentro il mondo
Non c’è più paura
Non c’è niente
Quello che era gigante oggi non si vede
Sulla schiena trovi cicatrici
E lì che ci attacchi le ali
Ogni male è un bene quando serve
Ho imparato anche a incassare bene
Forse un giorno diventerò padre
E gli dirò di cambiare le stelle
E gli dirò che un cazzotto fa male
E che una parola a volte ti uccide
E quando sulla schiena hai cicatrici
E lì che ci attacchi le ali.
(Ermal Meta-Lettera a mio padre)

Aiutami
A non piangere
Adesso siamo soli
La rabbia ormai
È cenere
Mio eterno dittatore
Stai qui
Stai qui
E dammi il buon esempio
Non devi far vedere al cielo
Che hai paura oh oh
Babbo non l’avevi detto
Che finiva tutto
E mi lasciavi qui
Babbo dammi ancora addosso
La vita è un gioco rotto
Se non ci sei più
Stai giù
Stai giù
Fermiamo questo tempo
Ed io con la forza che ho di te
Non ti abbandono oh oh
Babbo non l’avevi detto
Che finiva tutto
E mi lasciavi qui
Babbo stammi ancora addosso
La vita mi fa freddo
Se non mi copri più
E vai via dalle mani
Babbino caro
Accendo il sole per te
E non ti perderò
E la vita non è
Come un angelo che
Si alza e danza sulla punta dei piedi
E la vita che hai
E che vedi andar via
Io vorrei ridartela come se fosse mia.
Babbo non l’avevi detto
Che finiva tutto
E mi lasciavi qui
Babbo stammi ancora addosso
La vita mi fa freddo
Se non mi copri più
E vai via dalle mani
Babbino caro
Accendo il sole per te
E non ti perderò E non ti perderò e non ti perderò.
(G.Nannini-Bambino caro)

Poi le cose si confondono
E non vedi dentro te
Le illusioni non si avverano
E non ti chiedi più perché
Mentre i giorni tuoi che passano
Non li conti quasi più
Mentre i giorni che ti aspettano
Non sai cosa farne più
E i capelli poi s’imbiancano
E non sembri neanche tu
E le forze ti abbandonano
Non combatti neanche più
E i tuoi figli che ti accusano
Senza chiedersi perché
Mentre i loro sogni volano
Vanno in alto ma senza di te
E li vedi mentre scappano
E raggiungerli non puoi
E li senti che combattono
E lo fanno anche per te
Loro adesso non capiscono
Ch’eri giovane anche tu
Che le cose che ora chiedono
Gliele hai preparate tu
Non ti devi ancora arrendere
C’è bisogno anche di tè
Perché gli anni tuoi che passano
Non ritorneranno più
Perché gli anni che ti restano
Non ti basteranno più
Non ti basteranno più
(R.Cocciante-A mio padre)

Mi sembravi alto altissimo quando ero piccolino
Eri il mio gigante buono che giocava a nascondino
Mi batteva forte il cuore mentre stavo ad aspettare
Felice di nascondermi ma anche di farmi trovare.
Ti sentivo forte e a volte mi facevi un pò paura
Ma eri il mio cavallo docile e il tappeto la pianura
E scendevo e camminavo nelle tue scarpe pesanti
Fra colline di poltrone coi miei passi da gigante.
Era dolce era dolcissimo
Lo ricordo e te lo dico
Eri il mio più grande eroe
Eri il primo vero amico
Sei però rimpicciolito I primi anni della scuola
Ritornavi tardi a casa e la mamma sempre sola
Mi svegliavo d’improvviso e ti sentivo ancora urlare
Eri sempre più nervoso e non mi stavi ad ascoltare
Altre volte mi picchiavi e le tue parole dure
Spalancavano soltanto una vita di paure.
Eri assente e irrangiungibile
Io ti odiavo e te lo dico
Eri in sogno l’uomo nero
Eri a un tratto il mio nemico.
E ho portato come un lutto il tuo sangue nelle vene
Ma il mio cuore per dispetto ti voleva ancora bene
E ora babbo te lo scrivo come quando ero bambino
Come quando per trovarci giocavamo a nascondino.
E ora è freddo anzi freddissimo
Piango mentre te lo dico
Cosa aspetti ad arrivare
Babbo se mi sei amico.
Era dolce era dolcissimo
L’ho capito e te lo scrivo
Quante volte io dovro morire
Per sentirmi ancora vivo?
(Marco Masini-Caro babbo)

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Poesie per il papà morto

Infine, è sempre il momento giusto per poter dedicare una poesia al caro papà, anche se ormai in cielo da tanti anni. Questa “poesia a mio padre” è molto personale e ricca di tutti i momenti trascorsi insieme. In aggiunta, anche diverse poesie per poter dire: auguri papà che sei in cielo, senza dimenticarlo mai.

Se mi tornassi questa sera accanto
lungo la via dove scende l’ombra
azzurra già che sembra primavera,
per dirti quanto è buio il mondo e come
ai nostri sogni in libertà s’accenda
di speranze di poveri di cielo
io troverei un pianto da bambino
e gli occhi aperti di sorriso, neri
neri come le rondini del mare.
Mi basterebbe che tu fossi vivo,
un uomo vivo col tuo nome è un sogno.
Ora alla terra è un’ombra la memoria
della tua voce che diceva ai figli:
“Com’è bella la notte e com’è buona
ad amarci così con l’aria in piena
fin dentro il sonno”. Tu vedevi il mondo
nel plenilunio sporgente a quel cielo,
gli uomini incamminati verso l’alba.
(A.Gatto)

Mi manchi padre
mi mancano quegli occhi di bimbo
pieni di cielo
quegli occhi che ridevano
prima delle tue labbra
quegli occhi che avevano conservato
il grigio del mare in tempesta
il desiderio di vivere la vita
nella ricerca d’amici sempre nuovi
ma mai dimenticati.
Mi mancano i tuoi racconti
spesso ripetuti
ma sempre con un particolare in più
quello delle tue fantasie.
Mi manca il dialogo
che non ho voluto
l’amore spesso rifiutato
dal mio spirito ribelle
tanto simile al tuo.
Mi manca
il tocco delle tue mani
che non ho mai stretto
per timidezza o per rispetto,
le braccia in cui
non mi sono mai rifugiata
per dimostrarti d’essere forte.
La paura di perderti
la certezza di averti deluso
la finta aridità
con cui ripagavo il tuo affetto
giorno dopo giorno
mi portarono lontano da te.
Ora anche io vivo le tue delusioni
ora mi manchi padre
tanto mi manchi!

Parlate di mio padre,
fate il suo nome.
Fate che lo ricordi
prima che muoia.
Come ieri e domani,
perché egli è, né mai era.
Che vuoto attorno.
Mi è rimasto nel cuore
un senso di pena,
un lavoro incompiuto.
Ho perso per sempre
ciò che non capivo di avere.

Padre mio, uomo sublime
che il ciel mi ha messo accanto
sol pochi anni della mia vita,
tu gia canuto, io giovane ancora;
ho mosso i primi passi in questo mondo
all’ombra tua, protetto, sempre amato.
Eri fiero di me, mi davi tutto,
trascuravi te stesso pur di fare
ad ogni costo la mia vita felice.
Discreta protezion che non pesava,
parlava al cuor l’esempio di tua vita;
tu t’imponevi col sorriso in volto,
con la dolcezza tenera, infinita.
E che ricordo gli ultimi momenti
di tua stanca esistenza, quando forte
sul tuo letto la mano mia stringevi,
per non mollar la vita o forse, padre,
per proteggermi ancor dopo la morte.

Io ho quasi un ritratto
del mio caro padre, nel tempo,
ma il tempo se lo porta via…
Mio padre nel giardino di casa nostra
mio padre tra i suoi libri, che lavora.
Gli occhi grandi, la fronte spaziosa,
il viso scarno, i baffi lisci.
Mio padre nel giardino di casa nostra
riflette, sogna, soffre, parla ad alta voce.
Passeggia.
Oh padre mio, ancora ti vedo
e il tempo non ti ha cancellato!
Ormai sono più vecchio di te, padre mio,
quando mi baciavi.
Ma nel ricordo
sono ancora il bambino che tu prendevi per mano.

Papà, radice e luce, portami ancora per mano
nell’ottobre dorato del primo giorno di scuola.
Le rondini partivano, strillavano:
fra cinquant’anni ci ricorderai.
(Maria Luisa Spaziani)

Sempre che un giardino m’accolga
io ti riveggo, Padre, fra aiuole,
lievi le mani su corolle e foglie,
vivo riveggo carezzare tralci,
allevi rose e labili campanule,
silenzioso ti smemorano i giacinti,
stai fra colori e caldi aromi, Padre,
solitario trovando, ivi soltanto,
pago e perfetto senso all’esser tuo.
(S.Aleramo)

Caro Papà,
ora che la tua casa
è il Regno dei Cieli dubito
che sarà un eterno riposo perché
mille e mille preghiere
ti giungeranno dai nostri cuori
e avrai un gran daffare
ad ascoltarci tutti.
Era una tiepida sera di fine giugno
quando in silenzio te ne andasti…
la morte è dei giusti, si dice…
Chissà come muore un uomo giusto,
…tu lo eri e lo hai dimostrato
soprattutto nell’affrontare
la dura malattia, giunta inaspettata,
accettata in religioso silenzio,
vissuta in pace con Dio…
eri buono, generoso, altruista,
amavi il tuo prossimo,
eri semplice e amavi la vita!
Ho visto i tuoi amici piangere e tanta,
tantissima gente ai tuoi funerali.
Adesso mi piace immaginarti
lassù tra i frutti di un giardino fiorito,
quello che amavi quaggiù e di cui
ti prendevi cura, mi piace pensare
che ancora sorridi davanti
a una pesca matura e alle arance
succose del tuo giardino!!
Mi piace pensare che
tu abbia una serena vita eterna
e che un giorno potremmo
di nuovo incontrarci,
lassù, da qualche parte…

Ora riconosco perché ci incontrammo nella nostra vita; mi presentai ai tuoi occhi piccola e fragile, la mia tenacia ti rallegrò il Cuore; ora è arrivato il momento di dirti grazie, per ciò che hai donato a me, nella tua semplicità d’ animo, hai foggiato come un buon artigiano foggia la sua opera d’ arte, tu hai messo in cammino per ciò che Io Sono. Ora sono grata di averti come maestro genitore. Molte emozioni si sono placate in me, e sto esprimendomi in tutte forme che Io sono la bellezza dell’intento primo.

A mio padre
Moristi nel marzo ventidue
non ti conobbi nacqui
quattro mesi dopo
per te lontano inerte sconosciuto
la mia pietà s’inceppa
un amore astratto
mi mette in moto fredde fantasie
parto dalle zone scure della foto
occhi baffi capelli color seppia.

filastrocche papà in rima
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Immagini con frasi sul papà e video

Le immagini con frasi sul papà possono rappresentare molto bene tutto l’amore che un bambino o un figlio prova nei confronti dei genitori. Queste sono più immediate e saranno una sorpresa per il papà che di sicuro si salverà l’immagine sul proprio telefono. Inoltre diversi video per poter dire: caro papà, una poesia per te.

filastrocche papà
L’abbraccio del papà. Il tuo abbraccio, papà è grande più del mare: mi stringi forte al cuore e mi sai consolare. Il tuo abbraccio, papà, è caldo più del sole: mi guida e mi incoraggia più di mille parole. Il tuo abbraccio, papà, è come il cielo blu: brilla di mille stelle… la più bella sei tu! (Patrizia Mauro).
filastrocche sul papà
Il papà gelato. Il papà gelato è un po’ come il gelato ce n’è di tanti gusti e in più è regalato. C’è il papà gusto panna che ti accompagna a nanna. C’è quello all’albicocca al quale puoi montare in groppa. C’è quello al cioccolato che è sempre un po’ sbadato. C’è il papà al gusto torrone che è proprio un chiacchierone. E il mio papà com’è? Di buoni come lui proprio non ce n’è. È un gusto fantasia ed è il migliore che ci sia. Tanti auguri papà.
poesia festa del papà
Tempo bello con papà. Per la tua festa, caro papà, ho qui un regalo che ti piacerà: qualcosa di nuovo, prezioso e carino che non mi costa nemmeno un soldino! Lo vuoi sapere, papino buono, cosa ho pensato di farti in dono? Tempo per ridere e per stare insieme, per dirti quanto ti voglio bene, ore a giocare con le costruzioni dimenticando le preoccupazioni, tempo per leggere insieme una storia, per divertirci facendo baldoria e, per sconfingere la tua stanchezza, dolci momenti di tenerezza. Questo regalo non l’ho trovato su uno scaffale del supermercato ma nel mio cuore di bambino che vuole averti ogni ora vicino. (P. Mauro)
poesie papà defunto
Papà Oggi ti penserò …ma questa non è una novità. Ti penso sempre , ogni giorno,in silenzio, a volte chiamo anche il tuo nome. Mi manchi. Ma so che Dio ti ha nelle sue braccia e io nel mio cuore. Ti voglio bene papà.
al mio papà
Al mio papà. “Il mio papà è il più forte che c’è è sempre pronto a giocare con me a pettinare le Barbie è un portento e Biancaneve la guarda contento. Mangia sempre le torte che io gli porgo anche se… sono fatte di pongo! Insieme coi Lego facciamo palazzi e dopo prendiamo un bel tè coi pupazzi oppure rimane soltanto qui accanto ad ascoltarmi mentre io canto. Mi protegge e mi tratta da principessa ma mi insegna a combattere come una leonessa. Sa sempre rispondere alle mie domande ed è grazie a lui, che diventerò grande!” Silvia Lonardo
a mio padre
A mio padre. Padre, se anche tu non fossi il mio padre, se anche fossi un uomo estraneo per te stesso egualmente t’amerei. Ché mi ricordo d’un mattin d’inverno che la prima viola sull’opposto muro scopristi dalla tua finestra e ce ne desti la novella allegro. Poi la scala di legno tolta in spalla di casa uscisti e l’appoggiasti al muro. Noi piccoli stavamo alla finestra. E di quell’altra volta mi ricordo che la sorella mia piccola ancora, per la casa inseguivi minacciando (la caparbia avea fatto non so che). Ma raggiuntala che strillava forte dalla paura ti mancava il cuore: ché avevi visto te inseguir la tua piccola figlia e, tutta spaventata tu vacillante l’attiravi al petto, e con carezze dentro le tue braccia l’avviluppavi come per difenderla da quel cattivo che era il tu di prima. Padre, se anche tu non fossi il mio Padre, se anche fossi un uomo estraneo, fra tutti quanti gli uomini già tanto pel tuo cuore fanciullo t’amerei.
caro papà poesia
Prima di andare al lavoro. Non affrettarti a uscire al mattino Salutami, abbracciami, dammi un bacino. Non dare retta soltanto alla fretta Perché in ufficio c’è chi ti aspetta. Prima di dirmi che te ne vai Fammi capire che tornerai. Sono un bambino non vado al lavoro Ma tu sei per me più di un tesoro. Non faccio affari coi rappresentanti Non firmo assegni e non pago in contanti Ma ti voglio bene e quando parti Ogni mattina e non puoi fermarti A fare con me la colazione Divento triste, mi viene il magone. Per evitare un po’ di tristezza Fammi una coccola di tenerezza. Prendimi in braccio, fatti abbracciare Il tuo dopobarba voglio annusare. Fammi capire che il mio papà Va a lavorare ma tornerà. Alberto Pellai – Nella pancia del papà
papà poesia
8 marzo, festa del papà. Grazie Papà (B. Bertolini). Da te papà ricevo tanto. A te papà, io voglio bene. Dite papà, io vado fiero. A te papà, io dico grazie.
poesia per mio padre
Fare il papà è un mestiere difficile. Il mio papà è davvero speciale con lui nessun giorno è mai uguale. Papà sa farmi divertire anche se non smette di ammonire. Stai attento qua e là, riordina tutto insieme a papà. Ma quando sono sulle sue spalle è come arrivare a toccare le stelle! Fare i genitori è un mestiere difficile ma il mio papà è quasi invincibile. Solo la mamma gli tiene testa la loro bravura è manifesta.
festa del papà
Quando ero piccolo/a credevo che fossi perfetto, il papà più buono del mondo. Ora conosco anche i tuoi difetti… e ti voglio più bene di allora. Tanti auguri!

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Giulia Vigna
Educatrice professionale, lavoro quotidianamente con bambini e ragazzi. Peer supporter in allattamento, sostengo le mamme e organizzo incontri formativi. Da anni scrivo articoli che riguardano la sfera dell'essere donna, mamma e genitore.

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