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La vita in Aforismi

Platone frasi: 210 pensieri, citazioni e immagini del celebre filosofo

Una carrellata delle più belle frasi di Platone per conoscere a fondo il pensiero del fondatore dell’Accademia di Atene

Platone: frasi e aforismi del filosofo greco

Filosofo greco nato ad Atene nel 420 a.C. Platone fu educato fin da giovane alla filosofia. Autore di moltissime composizioni letterarie, epiche e tragiche, il celebre pensatore fu allievo di Socrate e a sua volta maestro di Aristotele e insieme a loro pose le basi del pensiero filosofico occidentale. In questo approfondimento troverete tutte le più belle frasi di Platone; una ricca raccolta di aforismi e citazioni del filosofo greco che sapranno ispirarvi e avvicinarvi al suo pensiero filosofico.

Frasi di Platone

Sei alla ricerca di alcuni aforismi di Platone? Vuoi trovare parole belle e significative da dedicare a un amico appassionato di filosofia? Sei interessato a conoscere qualcosa in più sul pensiero filosofico di Platone? Citazioni e frasi poetiche accorreranno in tuo aiuto per aiutarti a conoscere la profondità intellettuale di questo pensatore. Cosa stai aspettando? Scegli la tua frase preferita e parti insieme a noi in questo viaggio alla scoperta dei più famosi aforismi di Platone.

La pena che i buoni devono scontare per l’indifferenza alla cosa pubblica è quella di essere governati da uomini malvagi.

Certo sono più sapiente io di quest’uomo, anche se poi, probabilmente, tutti e due non sappiamo proprio un bel niente; soltanto che lui crede di sapere e non sa nulla, mentre io, se non so niente, ne sono per lo meno convinto, perciò, un tantino di più ne so di costui, non fosse altro per il fatto che ciò che non so, nemmeno credo di saperlo.

Nessuno sa cosa sia la morte e se essa non sia il maggiore di tutti i beni; e invece gli uomini ne hanno paura, come se sapessero bene che essa è il più grande dei mali.

Ma badate bene, cittadini, che non sia questa la cosa più difficile, ossia sfuggire alla morte, ma che molto più difficile sia sfuggire alla malvagità. Infatti, la malvagità corre molto più veloce della morte.

Io vado intorno facendo nient’altro se non cercare di persuadere voi, e più giovani e più vecchi, che non dei corpi dovete prendervi cura, né delle ricchezze né di nessun’altra cosa prima e con maggiore impegno che dell’anima in modo che diventi buona il più possibile, sostenendo che la virtù non nasce dalle ricchezze, ma che dalla virtù stessa nascono le ricchezze e tutti gli altri beni per gli uomini, e in privato e in pubblico.

Capii ben presto che i poeti componevano le loro opere non facendo uso del cervello ma per una certa disposizione naturale, per una sorta di ispirazione, come gli indovini e i profeti. Anche costoro, infatti, dicono molte e belle cose, ma senza rendersene conto.

Il motivo per cui le anime mettono tanto impegno per poter vedere la Pianura della Verità è questo: il nutrimento adatto alla parte migliore dell’anima proviene dal prato che è là, e la natura dell’ala con cui l’anima può volare si nutre proprio di questo.

Quanto alla divina follia ne abbiamo distinto quattro forme, a ciascuna delle quali è preposta una divinità: Apollo per la follia profetica, Dioniso per la follia iniziatica, le Muse per la follia poetica, mentre la quarta, la più eccelsa, è sotto l’influsso di Afrodite e di Amore.

La scoperta della scrittura avrà l’effetto di produrre la dimenticanza nelle anime che l’impareranno, perché, fidandosi della scrittura, queste si abitueranno a ricordare dal di fuori mediante segni estranei, e non dal di dentro e da sé medesime.

Le parole false non sono solo male in se stesse, ma infettano l’anima con il male.

E come un soffio di vento o un’eco, rimbalzando da superfici levigate e solide, viene rinviata al punto di emissione, così il flusso della bellezza, arrivando nuovamente al bell’amato attraverso gli occhi, che sono la via naturale per arrivare all’anima, come vi è giunto e l’ha eccitata al volo, irrora i condotti delle ali, stimola il formarsi delle ali e colma d’amore l’anima, a sua volta, dell’amato.

Se la morte è assenza totale di sensazioni, come se si dormisse un sonno senza sogni, oh, essa sarebbe un guadagno meraviglioso.

Nessun male può accadere ad un uomo giusto, sia durante la vita che dopo la morte.

Ma ormai è giunta l’ora di andare io a morire e voi invece a vivere. Ma chi di noi vada verso ciò che è meglio è oscuro a tutti tranne che al Dio.

Non il vivere è da tenere in massimo conto, ma il vivere bene…E il vivere bene è lo stesso che il vivere con virtù e con giustizia.

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Passare per uno che tiene più al denaro che agli amici: cosa mi potrebbe capitare di peggio.

Non ubbidisco dentro me a nessuno, salvo che alla ragione.

Neppure se si subisce ingiustizia si deve rendere ingiustizia, come, invece, crede la gente, perché per nessuna ragione si deve commettere ingiustizia.

Magari, Critone, il popolo fosse capace di fare il male, perché, allora, sarebbe capace, anche di fare il bene. E questa sarebbe una gran bella cosa. Invece non è capace di fare né l’uno né l’altro, non ti fa diventare né saggio né stolto, ma agisce, così, a casaccio.

L’anima è in sommo grado simile a ciò che è divino, immortale, intelligibile, uniforme, indissolubile, sempre identico a se medesimo, mentre il corpo è in sommo grado simile a ciò che è umano, mortale, multiforme, inintelligibile, dissolubile e mai identico a se medesimo.

L’uomo è un prigioniero che non può aprire la porta della sua prigione e scappare… deve aspettare; e non è libero di gestire la sua vita finché un dio non lo chiama.

Io invece credo, o carissimo, che sarebbe meglio che la mia lira fosse scordata e stonata, e che lo fosse il coro che io dirigessi, e che la maggior parte della gente non fosse d’accordo con me e mi contraddicesse, piuttosto che sia io, anche se sono uno solo, ad essere in disaccordo con me stesso e a contraddirmi.

La retorica, dunque, a quanto pare, è artefice di quella persuasione che induce a credere ma che non insegna nulla intorno al giusto e all’ingiusto.

Dunque, il retore e la retorica si trovano in questa posizione rispetto a tutte le altre arti: non c’è alcun bisogno che sappia come stiano le cose in sé, ma occorre solo che trovi qualche congegno di persuasione, in modo da dare l’impressione, a gente che non sa, di saperne di più di coloro che sanno.

A che genere di uomini appartengo? A quello di chi prova piacere nell’essere confutato, se dice cosa non vera, e nel confutare, se qualcuno non dice il vero, e che, senza dubbio, accetta d’esser confutato con un piacere non minore di quello che prova confutando.

Non bisogna invidiare chi non è degno di essere invidiato né gli sciagurati, ma averne piuttosto compassione.

Io non preferirei né l’uno né l’altro; ma, se fosse necessario o commettere ingiustizia o subirla, sceglierei il subire ingiustizia piuttosto che il commetterla.

I felici sono felici per il possesso della giustizia e della temperanza e gli infelici, infelici per il possesso della cattiveria.

La morte, come mi sembra, altro non è che la separazione di due cose, l’anima e il corpo, l’una dall’altra.

Dai potenti vengono gli uomini più malvagi.

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Io amo conversare con le persone anziane. Mi sembra infatti che si debba apprendere da loro, che sono già avanti sul cammino che anche noi forse dovremo percorrere, come sia questa strada: se aspra e dura, oppure facile e agevole.

Nella vecchiaia c’è una grande pace, e si è liberi da queste cose. Quando i desideri non sono più violenti e allentano le briglie, allora sì che davvero si realizzano le parole di Sofocle, e si può essere liberi da tanti padroni furiosi.

Io ritengo che essere ricchi sia un bene molto prezioso, ma non per chiunque, bensì solo per un uomo equilibrato.

Sarà governato nel modo migliore e più ragionevole quello Stato in cui chi deve governare non ne abbia affatto il desiderio, mentre il contrario accadrà se i governanti saranno smaniosi di potere.

Gli scellerati e gli ingiusti non fanno come gli atleti che corrono bene all’andata ma non al ritorno? All’inizio infatti partono veloci, ma alla fine si coprono di ridicolo, abbassano le orecchie e si ritirano dalla corsa senza aver vinto nulla.

Se nelle città i filosofi non diventeranno re o quelli che ora sono detti re e sovrani non praticheranno la filosofia in modo genuino e adeguato, e potere politico e filosofia non verranno a coincidere, con la necessaria esclusione di quelli che in gran numero ora si dedicano separatamente all’una o all’altra attività, le città non avranno tregua dai mali.

Ci sarà un buon governo solo quando i filosofi diventeranno re o i re diventeranno filosofi.

Né c’è legge che possa assicurare la pace ad uno Stato i cui cittadini si credono in dovere di dilapidare ogni sostanza in spese pazze, e stimando quasi un obbligo l’ozio, interrotto solamente da banchetti, libagioni e piaceri d’amore. È evidente che tali città siano coinvolte in una continua sequela di tirannidi, oligarchie, democrazie, i cui capi non vorranno neppure sentir parlare di una costituzione giusta ed equilibrata.

Gli uomini si associano tra loro per le varie necessità di cui hanno bisogno; e quando hanno raccolto in un’unica sede molte persone per ricevere aiuto dalla comunanza reciproca, nasce quella coabitazione cui diamo il nome di città.

La tirannia non è una buona soluzione, né per chi la subisce, né per i suoi figli né per i suoi discendenti; essa piuttosto, è di per sé un fatto negativo. In effetti, solo gente dalla mente ristretta e servile, che vive e vivrà nell’ignoranza di ciò che è giusto e buono nei confronti degli uomini e degli dei potrebbe godere di guadagni ammassati illegalmente.

Nessun uomo è nato per essere immortale, né, se lo divenisse, sarebbe per questo felice, anche se molti pensano il contrario.

Come i poeti amano le loro opere e i padri i loro figli, così anche quelli che si sono arricchiti s’occupano con premura dei propri averi perché è opera loro, oltre che, come gli altri, per l’utilità che ne ricavano. Perciò la loro compagnia è molesta, dal momento che non sono disposti ad elogiare altro che la ricchezza.

La virtù non ha padrone; secondo che la onori o la spregi, ciascuno ne avrà più o meno. La responsabilità è di chi sceglie, il dio non è responsabile.

L’anima dell’uomo è immortale, e che talora termina la vita terrena – ciò che si chiama morire – e talora di nuovo rinasce, ma che non perisce mai: per questa ragione, bisogna vivere la vita nel modo più santo possibile.

Potremo chiamare divini quelli che ora dicevamo: gli indovini, i vati, i poeti tutti. E i politici, non meno di costoro, potremmo affermare che sono divini e che sono ispirati, essendo infiammati e posseduti dal dio, allorché colgono nel giusto, dicendo molte e grandi cose, ma senza conoscere nulla di ciò che dicono.

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E così è anche per le virtù: anche se sono molteplici e di diversi tipi, tutte hanno una unica e identica forma, a causa della quale esse sono virtù, e verso la quale è bene che guardi colui che deve rispondere a chi domanda di spiegare che cosa mai sia la virtù.

L’anima ci comanda di conoscere colui che ci ammonisce: “Conosci te stesso”.

Quello, Teodoro, che si racconta anche di Talete, il quale, mentre studiava gli astri e stava guardando in alto, cadde in un pozzo: una sua giovane schiava di Tracia, intelligente e graziosa, lo prese in giro, osservando che si preoccupava tanto di conoscere le cose che stanno nel cielo, e, invece, non vedeva quelle che aveva davanti, tra i piedi. La medesima facezia si può riferire a tutti quelli che dedicano la loro vita alla filosofia. In realtà, ad un uomo simile sfugge non solo che cosa fa il suo prossimo, persino il suo vicino di casa, ma quasi quasi anche se è un uomo o qualche altro animale. Invece, che cosa sia un uomo o che cosa convenga alla natura umana fare o subire in modo diverso dalle altre nature, di questo va in cerca, e si impegna a fondo nell’indagine.

Ci appariranno ridicoli, a mio parere, o Ermogene, gli oggetti, una volta che ci siano ben chiari per averli imitati con le lettere e con le sillabe. Tuttavia è necessario. E non abbiamo nulla di meglio a cui riportarci.

La conoscenza che la geometria cerca è quella dell’eterno.

Quale che sia la ragione per cui una cosa trapassa dal non essere all’essere, non importa: ogni volta ha luogo una creazione poetica.

La pena più grave, nel caso non si voglia governare di persona, sta nell’essere governati da chi è moralmente inferiore; questo è il timore che a mio parere spinge gli uomini onesti a governare, quando lo fanno.

La democrazia è una forma affascinante di governo, piena di varietà e disordine, e dispensatrice di una forma di uguaglianza agli eguali e ai diseguali allo stesso modo.

Il più importante e principale affare pubblico è la buona educazione della gioventù.

La somiglianza rende perfetta l’amicizia.

La musica fa bene al cuore e all’anima.

Possiamo perdonare un bambino quando ha paura del buio. La vera tragedia della vita è quando un uomo ha paura della luce.

Gli uomini saggi parlano perché hanno qualcosa da dire; gli sciocchi perché devono dire qualcosa.

La meraviglia è propria della natura del filosofo; e la filosofia non si origina altro che dallo stupore.

È questo che voleva dire Protagora quando sosteneva che l’uomo è la misura di tutte le cose, e cioè che per me i fatti sono tali quali appaiono a me, e per te quali appaiono a te.

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Tutti quanti gli uomini sono buoni nella stessa maniera: infatti, diventano buoni, venendo in possesso delle medesime cose.

Tutto ciò che inganna sembra sprigionare da un incantesimo.

Non c’è da darsi pensiero di ciò che dice la gente; ma sibbene di ciò che dice colui che ha conoscimento del giusto e dello iniquo, di quello solo.

Vivere bene e vivere onestamente è tutt’uno.

Se non avessimo mai veduto le stelle, e il sole, e il cielo, nessuna delle parole che abbiamo detto sull’universo sarebbe stata mai pronunciata.

La poesia si avvicina alle verità essenziali più della storia.

Come i poeti amano le loro opere e i padri i loro figli, così anche quelli che si sono arricchiti s’occupano con premura dei propri averi perché è opera loro, oltre che, come gli altri, per l’utilità che ne ricavano. Perciò la loro compagnia è molesta, dal momento che non sono disposti ad elogiare altro che la ricchezza.

Il giudice non dovrebbe essere giovane; dovrebbe aver imparato a conoscere il male non dalla sua anima, ma da una lunga osservazione della natura del male degli altri; la sua guida dovrebbe essere la conoscenza, non l’esperienza personale.

La cosa per sé stessa non è né bella né brutta. Diventa brutta se fatta malamente.

Che bellezza se il popolo, come potesse far male, potesse fare altresí bene; ma egli né può l’una cosa né l’altra, perciocché fare non ti può né savio né stolto, e quello che fa, fa a casaccio.

L’esercizio fisico, anche quando è imposto, non fa nessun male al corpo, ma la conoscenza acquisita per forza non ha presa sulla mente.

L’indirizzo iniziale che uno riceve dall’educazione impronta anche la sua condotta vita futura.

Chi sa propriamente definire e dividere deve essere considerato un dio.

Non conosco una via infallibile per il successo, ma una per l’insuccesso sicuro: voler accontentare tutti.

Noi uomini non osavamo neppure assaggiare la carne bovina, non immolavamo animali vivi, ma libagioni, frutti guarniti di miele e altre offerte di analoga purezza. La carne, invece, la rifiutavamo, perché ritenevamo un’empietà sia il consumarla, sia il macchiare di sangue gli altari degli dèi.

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Il virtuoso si accontenta di sognare quello che il peccatore realizza nella vita.

L’astronomia costringe l’anima a guardare oltre e ci conduce da un mondo ad un altro.

Rimangono ancora tre tipi di studio adatti per l’uomo libero. L’aritmetica è uno di essi.

La conoscenza che la geometria cerca è quella dell’eterno.

Nessuna cosa umana è di seria importanza.

Il prezzo pagato dalla brava gente che non si interessa di politica è di essere governata da persone peggiori di loro.

Non entri chi non conosce la geometria.

Non ho mai conosciuto un matematico che sapesse ragionare.

L’aritmetica ha un grande potere nell’elevare la mente costringendola a ragionare intorno a numeri astratti.

Non bisogna tenere in massimo conto il vivere come tale, bensì il vivere bene.

L’anima non porta niente con sé nell’altro mondo tranne la propria educazione e cultura; e questo si dice che sia il più grande servizio oppure il torto più grande che si possa fare ad un uomo morto, proprio all’inizio del suo viaggio.

Non scoraggiate mai qualcuno che si sta impegnando per fare dei progressi. Non importa quanto lentamente migliora.

Possiamo perdonare un bambino quando ha paura del buio. La vera tragedia della vita è quando un uomo ha paura della luce.

La vita deve essere vissuta come gioco.

Sappiamo bene che queste argomentazioni basate sulle probabilità sono imposture, e se non abbiamo molta cautela nel loro uso possono essere ingannevoli.

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Ogni re deriva da una stirpe di schiavi ed ogni schiavo ha dei re tra i suoi antenati.

Non insegnare le discipline con la costrizione, ma come giocando; potrai così scoprire le tendenze individuali di ciascuno.

Noi dobbiamo attribuire la massima importanza al fatto che le fantasie che i bambini ascoltano per la prima volta debbano essere adattate nel modo più perfetto alla promozione della virtù.

La scoperta della scrittura avrà l’effetto di produrre la dimenticanza nelle anime che l’impareranno, perché, fidandosi della scrittura, queste si abitueranno a ricordare dal di fuori mediante segni estranei, e non dal di dentro e da sé medesime.

Il vino per l’uomo è come l’acqua per le piante, che in giusta dose le fa stare bene erette.

Ma quando egli (il campione del popolo) ha disposto dei nemici stranieri con la conquista o con le trattative, e non vi è nulla da temere da loro, egli è sempre a fomentare una guerra o l’altra, in modo che la gente possa aver bisogno di un condottiero.

Lasciateci descrivere l’educazione dei nostri uomini. Come deve quindi essere l’educazione? Forse potremo difficilmente trovare qualcosa di meglio di quanto ha già scoperto l’esperienza del passato, la quale consiste, io credo, nella ginnastica, per il corpo, e nella musica per la mente.

Gli uomini saggi parlano perché hanno qualcosa da dire; gli sciocchi perché devono dire qualcosa.

Non possiamo fare d’un essere libero uno schiavo, in quanto un tale essere è sempre libero, anche in prigione.

L’uomo è un prigioniero che non può aprire la porta della sua prigione e scappare, deve aspettare; e non è libero di gestire la sua vita finché Dio non lo chiama.

Evitate le costrizioni e fate in modo che l’istruzione infantile sia un modo per divertirsi. I bambini imparano giocando, l’istruzione imposta non resta nell’anima.

Gli spiriti volgari non hanno futuro.

Nei primi anni l’educazione sia una specie di divertimento; vi sarà così più facile scoprire le inclinazioni naturali.

Il cane ha l’anima di un filosofo.

Le parole false non sono solamente male in se stesse, ma infettano l’anima col male.

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Forse, se esistesse una città di uomini buoni, si farebbe a gara per non governare come adesso per governare, e allora sarebbe evidente che il vero uomo di governo non è fatto per mirare al proprio utile, ma a quello del cittadino.

La retorica è l’arte di governare le menti degli uomini.

La necessità è la madre delle invenzioni.

Se gli uomini sono persone sagge e si sanno accontentare, anche la vecchiaia è un peso sopportabile. In caso diverso, a un tale individuo, risulta penosa non solo la vecchiaia ma anche la giovinezza.

Il filosofo è difficile a scorgersi proprio per la luce della regione che abita: egli procede, infatti, attraverso ragionamento sempre guidato dall’idea dell’essere. È naturale che gli occhi della moltitudine, rivolti a questa divina regione, non riescano a reggere.

Alla fine tutte le cose non devono forse essere inghiottite dalla morte?

Siate certi che mi attaccherò a voi, come un tafano, per esortarvi a prendervi cura delle vostre anime.

La calunnia più grande e più forte viene alla filosofia da quelli che la coltivano a parole.

Per l’uomo onesto, il successo consiste nel realizzare onestamente gli obiettivi che si è proposto.

La musica è una legge morale: essa dà un’anima all’universo, le ali al pensiero, uno slancio all’immaginazione, un fascino alla tristezza, un impulso alla gaiezza e la vita a tutte le cose.

Egli, o uomini, è più saggio di tutti voi, perché ha imparato, come Socrate, che la sua saggezza non vale nulla.

La virtù non ha padrone; secondo che la onori o la spregi, ciascuno ne avrà più o meno. La responsabilità è di chi sceglie, il dio non è responsabile.

Le grandi nature producono grandi vizi, come anche grandi virtù.

Volesse il cielo che gli stolti e i dappoco fossero capaci dei più piccoli mali; purtroppo invece sono capaci anche dei più grandi.

Di tutte le bestie selvagge, l’ignoranza è la più difficile da trattare.

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La matematica è come la dama: è adatta ai giovani, non troppo difficile, divertente, e senza pericoli per lo stato.

L’omosessualità viene considerate vergognosa dai barbari e da coloro che vivono sotto dei governi dispotici così come la filosofia viene considerata vergognosa da loro, perché non è apparentemente nell’interesse di simili governanti veder messe in pericolo le loro grandi idee da simili soggetti, o che nascano potenti amicizie o amori.

Ovunque il comando è ambito e contestato non può esserci un buon governo e nemmeno regnerà la concordia.

Se cambia la musica, cambieranno anche le istituzioni più importanti.

Il benessere è genitore del lusso e della pigrizia, e la povertà della grettezza e del vizio, ed entrambi della scontentezza.

Chi trova nella propria vita molte colpe si sveglia di frequente anche dai sogni come i fanciulli e vive nella paura, tra brutti presentimenti; a chi invece è conscio di non aver commesso alcuna ingiustizia sta sempre accanto una lieta speranza e una buona nutrice di vecchiaia.

Ognuno, perché pensa, è il solo responsabile della saggezza o della pazzia della sua vita, cioè del suo destino.

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Frasi di Platone sull’amore: dalla figura di Eros al mito dell’anima gemella

Argomento principe degli scritti e delle citazioni di Platone è senza dubbio l’amore. Basti pensare all’espressione “amore platonico”, utilizzata per indicare un forte sentimento spirituale scevro di implicazioni passionali. Dall’approfondimento della figura del dio Eros al mito dell’anima gemella, l’autore si è quindi cimentato in moltissime riflessioni filosofiche sul tema amoroso. In questa sezione troverete le più belle frasi di Platone sull’amore; una carrellata di aforismi famosi e frasi che fanno riflettere da dedicare alla persona amata.

Se vi fosse dunque qualche possibilità perché una città o un esercito fossero costituiti per intero da amatori e da amati, non vi è modo per cui potessero disporre meglio la propria esistenza tenendosi lontani da ogni bruttura e gareggiando tra di loro in desiderio di gloria, e combattendo insieme gli uni con gli altri, essi vincerebbero, anche se in pochi, per così dire, tutta l’umanità. Infatti l’uomo che ama sarebbe disposto ad essere visto da tutti gli altri mentre abbandona la posizione o getta via le armi più che dal proprio amato e sceglierebbe di morire più volte invece di questo. E quanto ad abbandonare l’amato o non portargli aiuto quando corre pericolo non c’è nessun vile a tal punto che amore stesso non lo renda pieno di ardore in valore, tanto da eguagliarlo anche a chi è valorosissimo in natura.

Così io sostengo che Amore è il più antico fra gli dei, il più meritevole di onore e quello che è più padrone di spingere gli uomini, da vivi e da morti, all’acquisto della virtù e della felicità.

Non esiste uomo tanto codardo che l’amore non renda coraggioso e trasformi in un eroe.

Ognuno diventa poeta, anche se prima era privo di ispirazione, quando Eros lo tocca.

Che l’amore sia una forma di desiderio è evidente per tutti; e che, d’altra parte, anche coloro che non amano desiderino ciò che è bello lo sappiamo: da cosa allora distingueremo chi ama da chi non ama? È necessario considerare che in ciascuno di noi vi sono due principi guida, che noi seguiamo ovunque ci conducano; uno è l’innato desiderio dei piaceri, l’altro è l’opinione acquisita che tende al meglio. Questi due principi presenti in noi talvolta si accordano, talvolta si trovano in conflitto. E ora prevale l’uno , ora l’altro. Dunque, quando l’ opinione con l’ aiuto della ragione ci guida al meglio e predomina, a questo predominio si dà il nome di temperanza; quando invece il desiderio ci trascina irrazionalmente verso i piaceri e comanda su di noi, questo comando è chiamato dismisura. La dismisura ha poi nomi, perché ha molte membra e molte forme; e fra queste forme quella che si trova a prevalere conferisce a chi la possiede il nome che da essa deriva, nome che non è né bello né degno da guadagnarsi. Infatti, per ciò che riguarda il mangiare, il desiderio che domina sulla ragione del meglio e sugli altri desideri si chiama ingordigia e conferirà a colui che lo possiede il suo stesso nome. A sua volta, il desiderio che la fa da padrone per ciò che riguarda il bere, e che guida per questa via colui che ne è preda, è chiaro quale nome otterrà. Ed è chiaro anche come conviene che vengano ricavati gli altri nomi analoghi a questi che si riferiscono a desideri analoghi a quello che di volta in volta predomina. Il desiderio in vista del quale sono state svolte tutte le considerazioni precedenti, è forse ormai chiaro, ma se verrà detto risulterà più chiaro che se verrà taciuto. Ebbene, il desiderio che irrazionalmente predomina sull’opinione che indirizza verso il giusto, condotto verso il piacere offerto dalla bellezza e vigorosamente irrobustito dai desideri che gli assomigliano e che si rivolgono alla bellezza fisica, avuta la meglio con il suo impulso, prendendo il nome proprio da questa forza, fu chiamato eros.

Amante del tutto indegno, volgare, è colui che ama più il corpo che l’animo, poiché costui infatti non è costante, preso com’è da cosa che non dura.

E come un soffio di vento o un’eco, rimbalzando da superfici levigate e solide, viene rinviata al punto di emissione, così il flusso della bellezza, arrivando nuovamente al bell’amato attraverso gli occhi, che sono la via naturale per arrivare all’anima, come vi è giunto e l’ha eccitata al volo, irrora i condotti delle ali, stimola il formarsi delle ali e colma d’amore l’anima, a sua volta, dell’amato.

Tu guardi le stelle, stella mia. Potessi io diventare il cielo per guardarti con occhi infiniti.

Il comportamento umano scaturisce da tre fonti principali: desiderio, emozione, e conoscenza.

Come ben ricordo l’anziano poeta Sofocle quando, in risposta alla domanda: “Come si accorda l’amore con la tua età, Sofocle, sei ancora l’uomo che eri?” Rispose: “In pace, molto felicemente sono sfuggito alle cose di cui parli; mi sento come se fossi sfuggito da un padrone pazzo e furioso”.

Niente come Amore può dare all’uomo quei princìpi che valgono per vivere rettamente tutta la vita, non la nascita, non gli onori, non la ricchezza, niente di questo.

L’amore è una grave malattia mentale.

L’amore è il primo di tutti gli Dei.

L’amore è il mezzo che ti permette di rimettere le ali e raggiungere la felicità.

L’amore è la procreazione nel bello secondo il corpo e secondo l’anima.

Un tempo gli uomini erano esseri perfetti, non mancavano di nulla e non v’era la distinzione tra uomini e donne. Ma Zeus, invidioso di tale perfezione, li spaccò in due: da allora ognuno di noi è in perenne ricerca della propria metà, trovando la quale torna all’antica perfezione.

Se questo stato è il più perfetto, allora per forza nella situazione in cui ci troviamo oggi la cosa migliore è tentare di avvicinarci il più possibile alla perfezione: incontrare l’anima a noi più affine, e innamorarcene. Se dunque vogliamo elogiare con un inno il dio che ci può far felici, è ad Eros che dobbiamo elevare il nostro canto: ad Eros, che nella nostra infelicità attuale ci viene in aiuto facendoci innamorare della persona che ci è più affine; ad Eros, che per l’avvenire può aprirci alle più grandi speranze. Sarà lui che, se seguiremo gli dèi, ci riporterà alla nostra natura d’un tempo: egli promette di guarire la nostra ferita, di darci gioia e felicità.

Ti mando questa mela. Se mi ami,
prendila, e dammi in cambio la tua verginità.
Ma se non vuoi, prendila ugualmente,
e pensa come è breve la stagione bella.

platone simposio frasiLeggi anche: Confucio frasi: 217 immagini, citazioni e aforismi del padre della filosofia orientale

Simposio di Platone: frasi e citazioni tratte dall’opera

Le più importanti riflessioni e frasi di Platone sull’amore si trovano nel Simposio, considerato uno degli scritti più importanti della cultura greca. Dal greco antico “Συμπόσιον”, convivio, il Simposio è una conversazione nella quale ogni invitato della cerchia degli intellettuali ateniesi più conosciuti dell’epoca spiega la propria teoria sull’amore. Nel Simposio di Platone troviamo frasi, citazioni e aforismi capaci di offrirci quindi un’ampia panoramica sul pensiero del filosofo, oltre che alcune delle migliori frasi di Platone sull’amore.

Ciò che non si possiede né si conosce, non si può dare né insegnare ad altri.

Nemmeno gli ignoranti amano la sapienza, né desiderano diventare sapienti. Proprio in questo, difatti, l’ignoranza è insopportabile, nel credere da parte di chi non è né bello né eccellente, e neppure saggio, di essere adeguatamente dotato. Chi non ritiene di essere privo, dunque, non desidera ciò di cui non crede di aver bisogno.

Tutti diventano poeti, anche se prima non erano predisposti verso le Muse, quando li tocca amore.

Amore è possesso perenne del bene.

I sentimenti che devono guidare per tutta la vita gli uomini destinati a vivere nel bene non possono ispirarsi né alla nobiltà della nascita né agli onori né alla ricchezza, né a null’altro: devono ispirarsi ad Eros.

L’amante è un qualcosa di più divino dell’amato, perché è pieno di ardore da parte del dio.

Non c’è niente che gli uomini amano se non il bene.

Non ogni Amore è bello e meritevole di essere lodato, ma soltanto quello che spinge ad amare bene.

Prima bisogna mostrare Amore così com’è, e poi le sue opere.

Non conviene a chi comanda che nei sudditi si ingenerino grandi modi di pensare né amicizie sicure, né comunanze, che soprattutto l’amore, tra le tante altre cose, è solito determinare.

Colui che ama è cosa più divina di chi si lascia amare, perché un dio lo possiede; per questo gli dei onorarono maggiormente Achille che non Alcesti e gli dischiusero le isole dei beati. Per concludere io affermo che Amore è il più antico degli dei, il più degno di onori, quello che più può infondere agli uomini virtù e felicità, sia mentre vivono che dopo la loro morte.

E Socrate sedette e replicò: Sarebbe bello, Agatone, se la sapienza fosse qualcosa che può scorrere, al semplice contatto, dal più pieno al più vuoto di noi, come attraverso un filo di lana l’acqua scorre dalla tazza più colma a quella più vuota.

Né l’amare né l’Amore sono in ogni caso belli o degni di lode, ma solo Amore che induce ad amare conforme al bene.

Ed è ignobile quell’amante volgare che s’innamora piuttosto del corpo che dell’anima; e del resto non può essere nemmeno costante, giacché è innamorato di qualcosa che costante non è. Non appena appassisce il fiore del corpo, di cui era innamorato, s’invola lontano, smentendo tanti discorsi e tante promesse; ma chi s’innamora di un nobile carattere, ne resta amante per tutta la vita, in quanto si fonde a cosa che resta.

Finalmente Zeus ebbe un’idea e disse: “Credo di aver trovato il modo perché gli uomini possano continuare ad esistere rinunciando però, una volta diventati più deboli, alle loro insolenze. Adesso li taglierò in due uno per uno, e così si indeboliranno, e nel contempo, raddoppiando il loro numero, diventeranno più utili a noi; e cammineranno eretti su due gambe”.

Dopo che la natura umana fu divisa in due parti, ogni metà per desiderio dell’altra tentava di entrare in congiunzione e cingendosi con le braccia e stringendosi l’un l’altra, se ne morivano di fame e di torpore per non volere fare nulla l’una separatamente dall’altra.

Ciascuno di noi, in quanto è stato tagliato come si fa con le sogliole, è la metà, il contrassegno, di un singolo essere; e naturalmente ciascuno cerca il contrassegno di se stesso.

Il vostro desiderio non è forse di essere una sola persona, tanto quanto è possibile, in modo da non essere costretti a separarvi né di giorno né di notte? Se questo è il vostro desiderio, io posso ben unirvi e fondervi in un solo essere, in modo che da due non siate che uno solo e viviate entrambi come una persona sola.

L’amore ci vuota di ogni selvatichezza ma ci colma di dimestichezza e crea tutti questi incontri fra noi affinché possiamo trovarci, facendosi guida nelle feste, nei cori, nei sacrifici; è padre di eleganza, delizia, mollezza, simpatia, desiderio e passione; zelante con i buoni, incurante dei malvagi; nel tormento, nello spavento, nelle passioni, nelle discussioni.

Amore, fra gli dèi l’amico degli uomini, il medico, colui che riconduce all’antica condizione. Cercando di far uno ciò che è due, Amore cerca di medicare l’umana natura.

Perciò, in quanto figlio di Poro e di Poenia, Amore si trova in questa condizione: in primo luogo è sempre povero e tutt’altro che tenero e bello, come invece ritengono i più, anzi è aspro, incolto, sempre scalzo e senza casa, e si sdraia sulla terra nuda, dormendo all’aperto davanti alle porte e per le strade secondo la natura di sua madre, e sempre accompagnato dall’indigenza. Invece per parte di padre insidia i belli e i virtuosi, in quanto è coraggioso e ardito e veemente, e cacciatore astuto, sempre pronto a tessere intrighi, avido di sapienza, ricco di risorse, e per tutta la vita innamorato del sapere, mago ingegnoso e incantatore e sofista; e non è nato né immortale né mortale, ma in un’ora dello stesso giorno fiorisce e vive, se la fortuna gli è propizia, in altra invece muore, ma poi rinasce in virtù della natura del padre, e quel che acquista gli sfugge sempre via, di modo che Amore non è mai né povero né ricco, e d’altra parte sta in mezzo fra la sapienza e l’ignoranza!

La giusta maniera di procedere da sé o di essere condotti da un altro nelle cose d’amore è questa: prendendo le mosse dalle cose belle di quaggiù, al fine di raggiungere il bello, salire sempre di più, come procedendo per gradi, da un solo corpo bello a due, e da due a tutti i corpi belli, e da tutti i corpi belli alle belle attività umane,e da queste alle belle conoscenze, e dalle conoscenze procedere fino a che non si pervenga a quella conoscenza che è conoscenza di null’altro se non del bello stesso, e così, giungendo al termine, conoscere ciò che è bello in sé.

Eros è il dio che dà la pace agli uomini, la calma al mare, la tregua ai venti, il riposo al dolore. È lui a liberarci dall’odio, lui a donarci l’amicizia; di tutti i conviti, come il nostro adesso, è il fondatore; nelle feste, nei cori, nei sacrifici, è lui a farci da guida; vi porta la dolcezza, allontana ogni rancore, generosissimo di ogni bene, non sa cosa sia la malvagità, propizio ai buoni, esempio ai saggi, ammirato dagli dei, è cercato da chi non ha amore, prezioso per chi lo possiede.

Soltanto l’amante può giurare e avere il perdono dagli dei, se trasgredisce un giuramento: dicono infatti che un giuramento d’amore non ha valore.

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Platone: immagini con aforismi del celebre pensatore

Sei un appassionato del pensiero filosofico di Platone? Frasi d’amore e aforismi famosi ti incuriosiscono? Vuoi trovare le parole giuste da dedicare a un amico e pensi di poterlo fare attraverso le frasi celebri di Platone? Sei senza dubbio nel posto giusto! In questa sezione troverai splendide grafiche dedicate a Platone. Immagini bellissime corredate di frasi storiche e toccanti del celebre filosofo.

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Il bello è lo splendore del vero.
(Platone)
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La meraviglia è propria della natura del filosofo; e la filosofia non si origina altro che dallo stupore.
(Platone)
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La filosofia è la musica più grande.
(Platone)
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Il corpo umano è il veicolo; e io sono l’uomo che lo conduce; il pensiero sono le redini, e i sentimenti i cavalli.
(Platone)
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È stato un uomo saggio colui che ha inventato la birra.
(Platone)
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Far del male non è per nulla diverso dall’essere ingiusti.
(Platone)
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L’anima di un uomo è immortale e incorruttibile.
(Platone)
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Si può scoprire di più su una persona in un’ora di gioco, che in un anno di conversazione.
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I figli degli uomini fra i piccoli di tutti gli animali sono i più difficili da trattare.
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L’attenzione alla salute è uno dei più grandi ostacoli della vita.
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Chissà se ciò che è chiamato morire è vivere, oppure se vivere è morire.
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Se la gente parla male di te, vivi in modo tale che nessuno possa crederle.
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Ci sono tre classi di uomini: gli amanti della saggezza, gli amanti dell’onore, e gli amanti del guadagno.
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Che strana cosa sono il piacere e il dolore; sembra che ognuno di loro segua sempre il suo contrario e che tutti e due non vogliano mai trovarsi nella stessa persona.
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Senza guida non possiamo guardare nella direzione giusta.
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La bellezza è mescolare in giuste proporzioni il finito e l’infinito.
(Platone)
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L’occhio della mente incomincia a vedere in modo penetrante quando quello del corpo inizia il suo declino.
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Hai torto, amico, se pensi che un uomo di qualche merito debba star lì a calcolare il rischio di vita e di morte, invece di pensare se ciò che fa è giusto o ingiusto e se si è comportato da uomo onesto o malvagio.
(Platone)
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La miglior soluzione a tutti i problemi è la pazienza.
(Platone)
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Sii gentile sempre, perché chiunque tu incontri sta combattendo una lotta più dura.
(Platone)
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Due eccessi devono evitarsi nell’educazione della gioventù; eccessiva severità, ed eccessiva dolcezza.
(Platone)
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Non possiamo fare d’un essere libero uno schiavo, in quanto un tale essere è sempre libero, anche in prigione.
(Platone)
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Una vita senza ricerca non è degna per l’uomo di essere vissuta.
(Platone)
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La poesia si avvicina alle verità essenziali più della storia.
(Platone)

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Aforismi di Platone: video

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